Negroamaro

Il Negroamaro è un vino che ha la sua culla in Puglia, nel meraviglioso Salento. Negroamaro è innanzitutto un vitigno, il più diffuso e antico, dal quale si ricavano tra i migliori vini rossi e rosati d’Italia, tanto da essere impiegato per la ”correzione” di vini extra regionali, conosciuti anche all’estero.

Storia

La coltivazione di questo vino magnifico, risale almeno all’epoca della colonizzazione greca (VII sec. a.C.). Fino a non molto tempo fa, la viticoltura pugliese puntava soprattutto alla produzione di vini da taglio (vale a dire vini da unire ad altri), anche perchè il Negroamaro era molto ricercato per dare colore ai vini del Nord o a quelli francesi.

Una data però, segnò la storia di questo vino: Il 9 settembre 1957, gli imbottigliatori del Nord, non comprarono uva e questo provocò una forte rivolta. Quando il mercato cominciò ad indirizzarsi verso i vini imbottigliati, molti contadini rinunciarono ai propri vigneti per ottenere i contributi per l’espianto. Ne conseguì che la superficie a vigneto del Salento si ridusse di oltre la metà, causando un danno al territorio incalcolabile. Questo perché nessun tipo di cultura agricola ha sostituito il vigneto da quelle parti. La rinascita dei vini del Salento ha fatto da traino per l’intera filiera del vino pugliese.

Caratteristiche

È raro che venga utilizzato in purezza, ma in genere unito ad altre uve come la Malvasia nera, Primitivo, Montepulciano, Sangiovese. Le uve del vitigno Negroamaro sono la base di parecchie DOC salentine, il più noto è il Leverano, un vino che nasce appunto dal vitigno Negroamaro e contiene Malvasia Bianca e Nera. È un vitigno versatile che può offrire profumati vini rosati, se unito ad una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon, o grandiosi rossi, che esprimono eleganza e morbidezza, fino a produrre un vino asciutto e austero, vellutato riconoscibile per i sentori di tabacco e frutta, ideale a tutto pasto.

Tutto il Salento, in particolare nelle province di Lecce, Taranto e Brindisi. La Puglia è la regione d’ Italia con la più alta produzione vitivinicola con il Salento che contribuisce in maniera assai netta visti i numerosi viticultori presenti sul territorio. Il vino a base di uva Negramaro, è al terzo posto tra i vini a denominazione d’origine controllata col maggior tasso di crescita nelle vendite per la grande distribuzione A dirlo, è un’indagine svolta per il Vinitaly nel 2008, (Iri Infoscan per Vinitaly 2008).

Il Negroamaro a tavola

E’ un vino molto versatile. Ben si accompagna con i ricchi piatti della tradizione del Salento, come la pasta fatta in casa – un esempio sono le tipiche Sagne ‘incannulate servite con una zuppa di ceci – o con polpette al sugo. Si abbina bene anche con la carne di agnello o gli “gnomerelli”, involtini di frattaglie legati con budello.

Eventi e curiosità

“Te lu mieru” organizzata dal 1974 è un evento ormai famoso del panorama gastronomico e folkloristico salentino ­. Nella prima domenica di settembre a Carpignano Salentino, ogni anno i visitatori possono degustare il vino abbinato a focacce e altri piatti tradizionali.


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