La scelta del cibo: un viaggio tra odori e sapori

Perché scegliamo un cibo piuttosto che un altro? Spesso le nostre scelte alimentari sono guidate dalla nostra abitudine a mangiare determinati cibi e non altri. Alimentarsi è un atto necessario, perché il nostro organismo ha bisogno di una quantità di energia giornaliera sufficiente per vivere. Il compito principale dell’alimentazione è di garantire il fabbisogno energetico giornaliero al nostro organismo.

Le nostre scelte alimentari, tuttavia, non sono determinate solo dal bisogno di introdurre la corretta quantità di calorie, proteine, vitamine e fibre necessarie al mantenimento delle funzioni vitali del nostro corpo, ma dipendono anche da un insieme di elementi che variano da una persona all’altra e che influenzano la scelta di cibo piuttosto che un altro. Oltre al bisogno fondamentale di alimentarsi e al fattore culturale, esiste un percorso sensoriale del cibo che determina le nostre scelte alimentari.

Quando ci troviamo di fronte ad un piatto e iniziamo a gustarlo, sono coinvolti tutti i sensi: vista, olfatto, gusto, tatto e udito. L’estetica del piatto, come viene presentato, i colori, l’aspetto, la forma, sono tutti elementi che colpiscono la nostra vista e possono influenzare la percezione gustativa; con l’olfatto riconosciamo il profumo del piatto; con il tatto, invece, ne identifichiamo la consistenza; con il gusto, grazie ai recettori presenti sulla lingua, percepiamo il sapore (dolce, amaro, salato, acido) e la consistenza (liquido, morbido, croccante). Anche l’udito, attraverso il rumore della masticazione, ha un ruolo importante nella percezione gustativa. Alimentarsi quindi diventa un’esperienza sensoriale vera e propria che crea piacere, soddisfazione e un senso di benessere al nostro corpo. L’ordine temporale della stimolazione sensoriale può cambiare: il profumo del piatto può precedere la presentazione; l’udito e il tatto possono precedere la percezione del profumo, ad esempio se spezziamo il cibo con le mani, sentiamo prima il rumore e successivamente il profumo. Anche il grado di piacere e di soddisfazione di un cibo varia da un piatto all’altro e la sensazione cambia da una persona all’altra. In realtà la sensibilità gustativa è individuale e si modifica anche in base all’età: da piccoli siamo più attratti dai cibi dolci e morbidi, da adulti, preferiamo i cibi salati, croccanti e piccanti. Crescendo, attraverso la scoperta di cibi diversi, ognuno di noi matura il senso del gusto.

Il grado di piacere che proviamo gustando un tipo di pietanza o un particolare cibo, determina a sua volta la ripetizione della scelta di quel cibo, fino a quando non arriviamo ad un livello alto di saturazione tale che ci induce a variare cibo o pietanza. Il piacere del palato diventa una conoscenza che induce ad assaggiare cibi nuovi, mentre al contrario un’alimentazione monotona è sconsigliata, sia per il proprio gusto e sia per i valori nutrizionali. Mangiare sempre gli stessi piatti, ci impedisce non solo di scoprire cibi nuovi, ma risulta essere una modalità di alimentazione inadeguata, perché non ci fornisce la corretta quantità di elementi nutritivi necessari al nostro fabbisogno giornaliero. Tutto questo incide, quindi, sul benessere del nostro organismo che necessita di un’alimentazione variegata ed equilibrata. Nella scelta del cibo, quindi, lasciamoci trasportare dai nostri sensi ma cerchiamo anche di fare scelte alimentari corrette, per migliorare lo stato di salute e la qualità della nostra vita.


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Da Paola Borrelli
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