Mantonico di Calabria

Questo vino con millenni di storia era conosciuto nell’antichità perché capace di dare poteri divinatori a chi ne beveva in abbondanza. Oggi per ritrovare queste sue caratteristiche, basta sorseggiarlo ben fresco davanti a un tramonto sul mare.

Storia

Come spesso avvienMantoie per i vitigni autoctoni più antichi del Sud Italia, il Mantonico ha una storia affascinante ammantata di leggenda. Secondo il mito, il Mantonico arrivò in Calabria dalla Grecia insieme a dei coloni, intorno all’VIII secolo a.C. Presto divenne conosciuto come “il vino degli Dei” e a Roma imperatori e patrizi lo servivano solo agli ospiti di maggior riguardo.  A questo particolare vino bianco, che un tempo veniva fatto solo nella versione passita, furono anche attribuite particolari qualità terapeutiche diffusamente descritte dai più celebri medici del tempo. Il suo nome deriva dal greco “mantonicus”, che significa “profetico”, e sta a indicare il potere di divinazione che aveva chi ne beveva in abbondanza, motivo per cui era principalmente consumato dagli indovini e dai sacerdoti dell’antica Locri Epizephiri e, poi, abbondantemente impiegato durante i riti orgiastici dionisiaci.

Caratteristiche

Oggi il Mantonico è diffuso solo in Calabria, nella fascia ionica e nella zona di Bianco e la sua produzione interessa un totale di una cinquantina di ettari. La pianta, allevata prevalentemente ad alberello, ha un grappolo di medie dimensioni, di forma cilindrica e mediamente spargolo, con acini di media grandezza, buccia spessa e colore giallo dorato. Storicamente l’uva Mantonico è sempre stata usata per la produzione di vini passiti, caratterizzati da un bel color ambra e da un sapore vellutato, fine ed equilibrato, che ricorda la zagara. Oggi viene vinificato anche come vino bianco secco, ideale per accompagnare primi e secondi piatti di pesce e una bella novità di quest’anno è data dal Ferdinando 1938 Brut di Statti, uno spumante Metodo Classico a base di Mantonico in purezza, in cui spiccano i sentori di frutta bianca, biancospino e timo.

Il Mantonico a tavola

A tavola, il Mantonico passito può essere servito ben fresco come aperitivo oppure come vino da dessert a fine pasto, insieme a formaggi stagionati e a dolci di pasticceria secca, come i mostaccioli calabresi.


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